Auto: arriva il documento unico di circolazione

Una buona notizia per gli automobilisti: in arrivo il documento unico al posto di certificato di proprietà e libretto di circolazione.

Una buona notizia che gli automobilisti attendevano da tempo: finalmente certificato di proprietà e libretto di circolazione saranno sostituiti dal documento unico. La riforma entrerà in vigore nel 2018 ed attualmente è al vaglio dei Ministeri della Pubblica Amministrazione e dell’Economia.

Come funzionerà il documento unico

Il testo del decreto per l’attuazione della riforma è stato recentemente approvato dal Ministero delle Infrastrutture ed attualmente è sotto l’esame dei Ministeri della Pubblica Amministrazione e dell’Economia. A breve dunque, il testo passerà al vaglio del Consiglio dei Ministri. In sostanza con la riforma, l’automobilista pagherà solo due bolli, per un totale di 32 euro. Per quanto riguarda il costo delle immatricolazioni e dei passaggi di proprietà, gli automobilisti verseranno una quota di 61 euro, con un risparmio di 39 euro. Resta da sottolineare che non ci sarà, come era stato previsto in passato, la fusione tra Pubblico Registro e Motorizzazione, onde evitare problemi di passaggi di personale, il dover fronteggiare tutte le pratiche di inglobalizzazione ed i conseguenti tempi per l’attuazione della fusione.

Resta solo l’incognita Bruxelles

E’ chiaro che gli abbassamenti delle tariffe, comporteranno minori introiti nelle casse dello Stato italiano e per questo Bruxelles, chiede all’Italia una manovra correttiva. C’è però da tenere in considerazione il fatto che le perdite per questa riforma, consisteranno in 50 milioni di euro l’anno, praticamente un’inezia per lo Stato, che il Ministero dell’Economia e delle Finanze, dovrebbe poter fronteggiare. Le previsioni di Bruxelles, in merito ad una eventuale manovra correttiva, si aggirerebbero intorno ai 3.4 milioni di euro, cifra che non convince il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, il quale troverebbe spropositata la richiesta, a fronte delle reali perdite. Per questo Padoan, intende confrontarsi al più presto, conil Parlamento Europeo di Bruxelles, visto che la riforma dovrebbe entrare in vigore nel 2018 ed i tempi stringono.

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